Il Contrappunto

contrappuntoIl termine contrappunto deriva dal latino punctum (o punctus) contra puctum, cioè punto contro punto, nota contro nota (possiamo tranquillamente tradurre il termine punctum con nota), ed è l’arte di sovrapporre due o più linee melodiche secondo principi e regole, legate alla tradizione musicale occidentale, che si svilupparono nel corso della storia della musica.

Possiamo trovare, soprattutto fino alla fine del ‘500, intere composizioni scritte secondo le regole del contrappunto (ricercare o fuga) così come, invece, possiamo ritrovarlo saltuariamente in altre forme musicali in cui si vuole dare risalto allo sviluppo tematico, armonico e ritmico del materiale musicale (sonata, sinfonia o concerto).

Venne usato a partire dal XII secolo ed è legato alla comparsa della polifonia.

Originariamente modale, a una melodia data (chiamata cantus firmustenor) tratta generalmente dal canto gregoriano e proposta con note lunghe, veniva sovrapposta un’altra melodia con valori uguali o con valori più brevi (melodia melismatica); in seguito a questa seconda voce se ne aggiunsero altre fino a raggiungere, nel tempo, un grado di complessità tale che tutte le voci erano assolutamente indipendenti l’una dall’altra.

Nacque così il mensuralismo per la necessità di avere i valori delle singole note ben chiari e regole precise (che, come detto prima, variarono sensibilmente nel corso dei secoli) per la combinazione delle varie voci in senso verticale, anche se nel contrappunto è più importante l’aspetto melodico piuttosto che quello armonico.

Dal XV secolo cominciarono a comparire molti trattati teorici sul contrappunto che cercavano di fissare delle leggi (basate principalmente su ricerche teoriche e acustiche e sull’esperienza dei vari compositori): tra i principali trattatisti possiamo senz’altro citare Tinctoris, Gaffurio e Adam von Fulda nel ‘400, Aaron, Petit Coclico, Vicentino, Zarlino, Artusi nel ‘500, Zacconi nel primo ‘600.
Nel 1725 fu pubblicato a Vienna il trattato Gradus ad Parnassum del teorico e compositore austriaco Johann Joseph Fux: quest’opera fu utilizzata come trattato fondamentale per apprendere l’arte del contrappunto dai compositori delle generazioni successive.

Fux ha saputo codificare, in modo sistematico, le tecniche contrappuntistiche dividendole in varie fasi (ldette species) che procedono progressivamente dal semplice al complesso: dapprima nota contro nota, poi due e quattro note contro una, poi sincopato, per arrivare al fioritoflorido (dove le melodie sovrapposte al canto dato hanno valori ritmici diversi e sono voci indipendenti).

Dopo un periodo di declino (dalla seconda metà del ‘700 alla fine dell’800), il contrappunto è tornato in auge all’inizio del ‘900 presso dai compositori atonali, politonali e della scuola dodecafonica di Vienna.

Nel Novecento il contrappunto, dopo un periodo di decadenza di circa 150 anni, è stato ripreso dai compositori atonali, politonali e della scuola dodecafonica di Vienna.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

CLICCA QUI e scarica subito l'E-BOOK GRATUITO: “Guida all’ascolto dello Stabat Mater di Antonín Dvorák”

Segui guidaallascolto sui Social Network!

Come trovi questo sito?

Eccellente
Ottimo
Buono
Così così
Scadente
Pessimo
No comment