Claude Debussy – Prélude à l’après-midi d’un faune: Introduzione

ClaudeDebussyIl Prélude à l’après-midi d’un faune è un brano sinfonico di Claude Debussy (1862 – 1918), eseguito per la prima volta nella sala d’Harcourt alla Société Nationale de Musique di Parigi il 22 dicembre 1894, data importante nella storia della musica: questo lavoro, infatti, segna l’inizio di una nuova epoca musicale e l’avvento della modernità, tanto da essere considerato come il prototipo dell’impressionismo musicale.

Debussy lavorò su questo pezzo orchestrale dal 1892 al 1894; esso doveva essere il primo brano di un trittico (Preludio – Interludio – Parafrasi finale), ispirato da un’èglogue di Stephane Mallarmé del 1876, L’après-midi d’un faune, e queste musiche avrebbero dovuto accompagnare la declamazione dell’omonima poesia di Mallarmé.

In realtà, Debussy cominciò a lavorare su di esso tra la fine del 1890 e l’inizio del 1891: la composizione fu concepita come sottofondo musicale all’egloga ma lo spettacolo (che doveva andare in scena nel febbraio 1891) fu annullato e la musica non fu completata.

Nel 1892, poi, Debussy riprese in mano gli abbozzi e sviluppò la composizione, intitolandola Prélude, Interlude et Paraphrase finale sur l’Après-midi d’un faune e tra il 1892 e il 1893 fece ascoltare al pianoforte ad alcuni amici, incluso lo stesso Mallarmé, una versione non definitiva del Prélude.

I due già si conoscevano (Debussy frequentava i martedì di casa Mallarmé, dove si incontravano i più noti artisti dell’epoca: Claude Monet, Auguste Rodin, Paul Valéry, Maurice Maeterlinck, André Gide), Mallarmé conosceva la musica di Debussy e chiese al compositore di musicare la sua egloga per la quale aveva in mente una rappresentazione teatrale.

Il poeta, infatti, aveva concepito il suo lavoro come un monologo che doveva essere recitato da un attore solo sulla scena, con l’unico supporto della musica; scrisse a Debussy dopo aver ascoltato il Prélude:

L’illustrazione che avete fatto dell’après-midi d’un faune non presenta alcuna dissonanza con il mio testo, se non per il fatto che riesce ad andare realmente più lontano, nella nostalgia e nella luce, con finezza, con inquietudine, con ricchezza

o, ancora:

La musica evoca le emozioni della mia poesia e definisce lo sfondo in modo più vivo di quanto avrebbe potuto il colore”.

Del progetto iniziale rimase solo il Prélude (non si conosce il motivo per cui Debussy non continuò la composizione), che è l’inizio di un nuovo modo di concepire la scrittura e l’idea stessa musicale: venne eseguito per la prima volta sotto la direzione di Gustave Doret ed ebbe un tale successo che fu interamente replicato la sera stessa come bis.

Tuttavia non è difficile immaginare la reazione davanti ad un brano costruito non sui consueti canoni o forme espressive ormai obsolete (Debussy stesso dichiara:

L’opera è proprio costruita, ma cercherete invano le colonne, infatti le ho tolte”).

Gli stessi musicisti che eseguirono per la prima volta questo pezzo sicuramente incontrarono non poche difficoltà ad affrontare una partitura così rivoluzionaria, tanto più che Debussy continuava a correggere lo spartito per rendere al meglio le particolari sonorità che aveva pensato per l’opera.

Nel programma della serata della prima esecuzione il compositore fornì un’indicazione di quale fosse la fonte di ispirazione del suo lavoro:

La musica di questo Prélude è un’illustrazione assai libera del bel poema di Stephane Mallarmé. Non pretende affatto di farne una sintesi. Si tratta piuttosto dei successivi scenari attraverso cui si muovono i desideri e i sogni del fauno nella calura di quel pomeriggio. Poi, stanco di inseguire ninfe e naiadi che fuggono impaurite, si abbandona a un sonno inebriante, pieno di sogni finalmente realizzati, di totale possessione della natura universale”.

Una cosa che colpisce di questo Prélude, e che forse colpì chi ascoltò per la prima volta questo lavoro, è senza dubbio la leggerezza della strumentazione e l’affinità con il mondo poetico e pittorico che in quel momento si stava sviluppando in Francia: le prime critiche della partitura, infatti, erano proprio legate alla novità impressionistica della musica, completamente priva di sviluppi di idee motiviche e musicali, anche se, guardando bene la partitura, si è in presenza di una struttura di base riconducibile alla più classica forma ternaria ABA, dove una sezione centrale si trova tra due sezioni estreme di cui l’ultima è la ripresa variata della prima e dove la frase che all’inizio viene suonata dal flauto può essere considerata come un’idea di base.

L’organico orchestrale usato da Debussy è il seguente: 3 flauti, 2 oboi, corno inglese, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 arpe, crotali, archi.

Claude Debussy – Prélude à l’après-midi d’un faune: Partitura

Claude Debussy – Prélude à l’après-midi d’un faune: Guida all’ascolto

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