Claude Debussy – Prélude à l’après-midi d’un faune: Guida all’ascolto

Debussy_Prelude-a-lapres-midi-dun-fauneCiao,

ti do’ il benvenuto a questa guida all’ascolto.

Come dicevo nell’introduzione, il Prélude à l’après-midi d’un faune di Claude Debussy evoca il caldo pomeriggio estivo di un fauno che riposa all’ombra di un albero, in una sorta di dormiveglia in cui realtà e sogno si confondono, dove ninfe e naiadi sono i soggetti delle sue fantasie.

La forma del pezzo, dicevo, sembra essere libera, quasi istintiva, quasi improvvisata mentre invece ci troviamo di fronte ad una costruzione molto rigorosa (una forma tripartita abbozzata) soprattutto nella ricerca degli impasti orchestrali.

Al suo interno possiamo trovare due temi (il primo pungentemente sensuale, esposto dal flauto solo, il secondo affidato al clarinetto prima e all’oboe poi), un elemento tematico di raccordo e una ripresa variata del primo tema.

Debussy usa un’orchestra sinfonica piuttosto grande: nonostante tutto fa suonare gli strumenti in piccoli gruppi rivolgendo una grande attenzione alla loro timbrica e agli impasti sonori che può creare; soltanto nella parte centrale gli strumenti suonano tutti insieme.

Il flauto è lo strumento predominante, se vogliamo, in quanto ci fa venire subito in mente il flauto di Pan, legato alla figura mitologica del dio (e fauno) Pan.
Ma andiamo ad ascoltare il brano.

La melodia iniziale del primo flauto (che puoi sentire nel video che ho scelto fino a 00:51), sinuosa e sensuale, vagamente orientaleggiante, è l’elemento dominante dell’intero Prélude (incarna il fauno), intorno alla quale si snoda tutto il contrasto tra sogno e realtà, tra ideale e reale grazie anche alle dissonanze che a volte si formano tra i fiati e gli accordi prodotti dall’intera orchestra.

Come puoi sentire, si tratta di una melodia inizialmente cromatica, discendente e ascendente, suonata in piano e dolce ed espressivo, come è scritto sulla partitura, e questo cromatismo la rende tonalmente instabile.

Grazie a questa instabilità, la frase, ripetuta diverse volte con piccole varianti ad ogni ripresentazione, vede una diversa armonia sottostante e una diversa atmosfera orchestrale con nuovi colori, dando luogo così ad episodi diversi l’uno dall’altro.

La prima presentazione, come hai sentito, è affidata al flauto solo a cui solo alla fine si uniscono i corni (e gli altri fiati) che riprendono un frammentino del tema del flauto sui glissando delle arpe.

Dopo questo breve episodio, il tema tale e quale è di nuovo al flauto (a 01:27), ma questa volta su un tappeto accordale di clarinetti e archi; ora è compito dell’oboe prima (a 01:50) e del clarinetto poi (a 02:03), a cui si aggiungono anche i violini primi, di continuare la linea melodica del flauto che viene variata.

A 02:38 c’è la terza ripresentazione del tema affidata sempre al flauto su di un arpeggio della prima arpa e qui troviamo le prime variazioni melodico-ritmiche del flauto stesso su un tappeto degli archi.

Questo episodio, in cui il primo flauto gioca con il secondo scambiandosi il tema e rincorrendosi (da 03:18 a 03:30 circa), ci porta ad una prima sezione di Sviluppo (a 03:57) inizialmente dalle tinte scure aperta dal clarinetto che ripropone il cromatismo melodico del flauto.

Il breve episodio, ripetuto due volte, la seconda delle quali ad una distanza di terza superiore, ci porta al tema all’oboe (a 04:27) che viene imitato dagli archi e dagli altri fiati (a 05:30 si sente bene il frammento al clarinetto) in un crescendo che ci conduce alla frase in re bemolle maggiore suonata da tutti i fiati prima e dagli archi poi (da 05:56) in “p” ed espressivo e molto sostenuto, come è scritto sulla partitura, e qui troviamo il tutti orchestrale.

Al minuto 08:06 inizia la ripresa e ritorna, per cinque volte, il tema principale del flauto, le prime due volte leggermente variato a livello ritmico (i valori sono allargati, anche se di poco) e l’ultima affidato a due corni con sordina.

Esso viene:

  • alternato a riferimenti melodico-ritmici della sezione centrale
  • sovrapposto a continue variazioni nell’accompagnamento degli strumenti a fiato
  • sovrapposto al controcanto di due violini e della viola sola (a 09:23) che, sul tremolio degli archi e l’accompagnamento pizzicato dell’arpa aumenta il senso di rarefazione orchestrale

e si spegne poco a poco fino a chiudere nel pianissimo dell’ultima battuta dove dell’orchestra non restano che i tre flauti, i crotali e violoncelli e contrabbassi in pizzicato.

Questa rarefazione ci ricorda l’atmosfera sospesa iniziale, la musica finisce nel silenzio così come era cominciata dal silenzio: si spegnono le fantasie del fauno che si abbandona al torpore del sonno.

Come possiamo vedere, quindi, il Prélude è un brano perfettamente strutturato ed equilibrato, in cui la forma, però, c’è e non c’è o, se preferisci, c’è ma non si vede 😉 in un sapiente gioco nell’uso del materiale musicale.

Detto questo, ti auguro un buon ascolto.

Claude Debussy – Prélude à l’après-midi d’un faune: Partitura

4 thoughts on “Claude Debussy – Prélude à l’après-midi d’un faune: Guida all’ascolto

  1. Giancarlo Paravani said:

    Impressonante ed entusiasmante!
    Grazie Barbara!
    Un abbraccio e alla prossima guida!

    • Barbara said:

      Grazie a te, Giancarlo 🙂
      Ciao

    • Marco Giordanino said:

      Adoro Debussy!
      Grazie per averlo proposto e complimenti davvero per la guida all’ascolto!!!

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