Claude Debussy: La mer. Trois esquisses symphoniques pour orchestre – Introduzione

La Mer. Trois esquisses symphoniques pour orchestre, considerata all’inizio come un’opera ambiziosa, moderna e originale, oggi è senza dubbio l’opera che si identifica immediatamente con il nome del suo compositore, Claude Debussy (1862 – 1918), nella mente (e nello spirito) di tutti i musicofili.

Debussy aveva terminato la sua grande impresa: l’opera Pelléas et Mélisande, rappresentata per la prima volta a Parigi nel 1902, che gli aveva permesso di diventare un compositore famoso (ricevette anche la Légion d’honneur) e un critico importante.

Nel settembre dell’anno successivo cominciò a lavorare a La Mer, mentre si trovava a Bichain, in Borgogna (regione del centro-sud della Francia non bagnata dal mare), quindi … lontano dall’oceano ma usando innumerevoli ricordi (come scrisse in una lettera all’editore Durand datata 12 settembre 1903) di quando, a 7 anni, si recò a Cannes con sua madre, da sua zia.

Debussy dice anche che la sua strada era quella di diventare marinaio e che solo per caso ha cambiato … mestiere.

La partitura fu terminata nel marzo del 1905, a Eastbourne, sulla costa inglese della Manica, dove il musicista si era rifugiato per trovare un po’ di tranquillità nel periodo più tempestoso della sua vita sentimentale.

Questa fu completata, quindi, dopo soli due anni di lavoro, (quasi) un record per lui visti i tempi molto lunghi che gli servivano per comporre i suoi lavori.

La prima esecuzione ebbe luogo il 15 ottobre dello stesso anno a Parigi, ai Concerts Lamoureux, sotto la direzione (poco ispirata, sembra: a questo proposito, già durante le prove, Debussy era perplesso di fronte alla non-comprensione dell’opera) di Camille Chevillard: il lavoro fu accolto freddamente se non addirittura in modo ostile e la critica non vi trovò né il mare né il Debussy famoso del Pelléas et Mélisande.

Con i suoi cambiamenti di ritmo, di tempo, le sue “esplosioni dinamiche improvvise”, l’opera presentava molte novità a cui, forse, il pubblico non era abituato.

Una seconda esecuzione ai Concerts Colonne il 19 gennaio 1908, sotto la direzione dello stesso compositore (non bravo direttore d’orchestra), imporrà l’opera che diventerà un pilastro di tutto il repertorio sinfonico.

La Mer, pur essendo un’opera aperta che non segue nessuna forma musicale specifica e nessun modello prestabilito, può essere tuttavia considerata come una sinfonia, l’unica del suo autore.

Debussy non la definì mai in modo esplicito come tale, nonostante parli della “sua sinfonia” in un’intervista del 1910.

Molti direttori impregnano la partitura di lirismo post-romantico o d”impressionismo e fanno dimenticare il piano dell’opera, fortemente tracciato ed equilibrato:

  1. il brano iniziale (De l’aube à midi sur la mer, Dall’alba a mezzogiorno sul mare) è una grande forma senza ripetizioni né unità tematica vera e propria: esso ha la funzione di primo movimento tradizionale (con la sua introduzione lenta, due temi principali e una coda) e di movimento lento; evoca l’ascesa del sole fino allo zenit di mezzogiorno
  2. il secondo brano (Jeux de vagues, Gioco di onde) ha la funzione di scherzo e lascia indovinare l’onda attraverso i suoi motivi agitati
  3. il brano conclusivo (Dialogue du vent et de la mer, Dialogo del vento e del mare) prende il carattere di un vero finale, con la sua forma vicina a quella del rondò, dove viene messo in musica lo scontro tra il vento e il mare: qui ritroviamo alcuni spunti tematici del primo movimento, che creano ciclicità e unità.

Tuttavia Debussy non volle fare un ritratto musicale del mare e descriverlo (non siamo in presenza di musica a programma o poema sinfonico): il compositore cercava, prima di tutto, di rendere conto delle emozioni che poté provare in passato, innovando, da un punto di vista musicale, la forma, la tessitura orchestrale e l’armonia: dipinse la mutevolezza e l’incertezza, ma allo stesso tempo non è mai esplicito nel messaggio che trasmette.

La parola esquisses (schizzi) che si trova nel titolo, ricorda la pittura, arte che ha sempre attirato Debussy, tanto che avrebbe preferito diventare pittore piuttosto che musicista, come disse ad alcuni suoi amici.

L’organico orchestrale prevede una grande orchestra sinfonica così divisa: 2 flauti, ottavino, 2 oboi, corno inglese, 2 clarinetti, 3 fagotti, controfagotto, 4 corni, 3 trombe, 2 cornette, 3 tromboni, tuba, timpani, grancassa, piatti, triangolo, tam-tam, glockenspiel, 2 arpe e archi.

Un’esecuzione tipica richiede circa 23-24 minuti.

Claude Debussy: La mer. Trois esquisses symphoniques pour orchestre – Partitura

Claude Debussy: La mer. Trois esquisses symphoniques pour orchestre – Guida all’ascolto

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