Il canone

canoneIl canone è una composizione, o una parte di essa, basata sull’imitazione contrappuntistica di una melodia da parte di due o più voci (o strumenti) che seguono delle regole ben precise: un’idea musicale (il tema) viene esposta e passa da una voce all’altra, in modo che le diverse voci hanno la stessa linea melodica, ma spostata nel tempo.

In questo modo si ha una sovrapposizione di melodie e questo crea un contrappunto.

Alla base del canone, quindi, c’è la ripetizione esatta di un tema da parte di una voce imitante: una sola parte (detta antecedentedux) inizia una melodia che viene seguita, dopo un certo intervallo temporale, da una seconda voce (detta comesconseguente) che imita in modo rigoroso il disegno melodico proposto dalla voce precedente.

Questa seconda voce può partire da una nota diversa rispetto alla prima voce e, nel caso il canone fosse a più voci (da tre in poi), le varie entrate successive possono anche essere a distanze irregolari.

Secondo alcuni, l’origine della parola viene dal greco kanon (che indicava una legge o regola), mentre altri fanno risalire questa parola dall’arabo kanoun o qanoun, un antenato del cimbalom (questo strumento, usato nella musica tradizionale araba, normalmente di tradizione orale, basata più che altro sull’improvvisazione, serviva per seguire la linea melodica del cantante con un piccolo sfasamento temporale).

Possiamo avere diversi tipi di canone e classificarlo in modi diversi e seconda che si prenda in esame un aspetto piuttosto che un altro.

Infatti possiamo classificarlo:

    • in base al numero delle voci o strumenti (canoni a 2, 3, 4 voci ecc)
    • in base all’intervallo che c’è tra le note di ogni imitazione successiva (canone all’ottava, alla quinta, ecc)
    • in base al fatto che vengano introdotti determinati artifici contrappuntistici.
      In questo caso, ad esempio, possiamo avere un canone:a) inverso (detto anche per moto contrario) in cui la seconda voce procede, appunto, per moto contrario rispetto alla prima (dove gli intervalli salgono, vengono fatti scendere e viceversa)
      b) a specchio, che è un tipo particolare di canone inverso, in cui gli intervalli vengono rispettati in modo rigido (ad esempio una terza maggiore resterà una terza maggiore e non diventerà minore per esigenze armoniche)
      c) retrogrado, detto anche cancrizzante, dove la seconda voce inizia dall’ultima nota della prima e procede all’indietro, terminando con la nota iniziale
      d) mensurale (o proporzionale), in cui la voce conseguente imita l’antecedente con una certa proporzione ritmica, come nel caso del canone per aumentazione o per diminuzione, dove i valori musicali vengono, rispettivamente, raddoppiati o dimezzarli

 

  • in base al fatto che ci sia o meno una chiusura ben precisa (quindi abbiamo il canone finito nel primo caso e quello perpetuo (o infinito) nel secondo.

Tutti questi artifici, poi, possono essere combinati tra di loro, creando una notevole varietà di canoni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

CLICCA QUI e scarica subito l'E-BOOK GRATUITO: “Guida all’ascolto dello Stabat Mater di Antonín Dvorák”

Segui guidaallascolto sui Social Network!

Come trovi questo sito?

Eccellente
Ottimo
Buono
Così così
Scadente
Pessimo
No comment