Camille Saint-Saëns: Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in sol minore, op. 22 – Introduzione

Il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra, op. 22 di Camille Saint-Saëns (1835 – 1921), di dieci anni posteriore al primo concerto, è diventato il più celebre del suo autore.

L’opera, tuttavia, fu scritta in soli diciassette giorni, nella primavera del 1868 (nonostante Saint-Saëns l’avesse in mente da tempo), in vista di un concerto che Anton Rubinstein (1829 – 1894) voleva dirigere a Parigi, e in cui lo stesso Saint-Saëns sarebbe stato il solista, come omaggio dell’illustre pianista (cioè Rubinstein, egli stesso compositore) ad un musicista collega.

Esso è dedicato a Madame A. de Villers, nata de Haber.

Il concerto ha una struttura classica in tre movimenti: tuttavia lo schema tradizionale è ribaltato in quanto Saint-Saëns fa iniziare il concerto con un tempo lento, anziché veloce e questo andante iniziale comincia con un assolo del pianista che ricorda le grandi improvvisazioni per organo.

La scrittura di questo movimento, soprattutto la cadenza iniziale, ci fa vedere la volontà di Saint-Saëns di usare, nelle sue opere, le innovazioni degli strumenti.
Questa prima cadenza solistica propone una scrittura molto vicina a quella dell’organo e destinata ad uno strumento oggi scomparso: il pianoforte a pedali, strumento raro e dalla breve esistenza, munito di una pedaliera (azionata dai piedi dell’esecutore, come succede nell’organo), che permette di suonare i bassi con i piedi.

Il secondo movimento è uno scherzo malizioso mentre il terzo è una tarantella sfrenata e virtuosistica tra il solista e l’orchestra.

La parte pianistica è molto difficile, tecnicamente parlando (di un virtuosismo pianistico di tipo tradizionalista), ma si amalgama perfettamente nel tessuto orchestrale.

La prima esecuzione ebbe luogo il 13 maggio 1868 a Parigi, alla sala Pleyel: solo lo Scherzo (secondo movimento) ottenne successo, mentre il resto fu accolto da pubblico e critica in modo freddo, forse perché fu studiato in troppo poco tempo, come ammise lo stesso Saint-Saëns.

Nonostante questo, i complimenti di Franz Liszt (1811 – 1886), che era presente, riscaldarono il cuore del compositore, senza dubbio deluso.

C’è però da riconoscere che il pubblico potrebbe essere rimasto confuso dai bruschi cambiamenti stilistici del lavoro: infatti qui possiamo trovare il barocco, il classicismo e il romanticismo, e il tutto … messo insieme in modo piuttosto eterogeneo.

A questo proposito, il pianista polacco Zygmunt Stojowski (1870 – 1946) disse che questo concerto “inizia con Bach e finisce con Offenbach”.

Dopo la prima esecuzione, comunque, l’opera conobbe una veloce notorietà.
L’effettivo orchestrale misurato, molto “classico”, prevede il pianoforte, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, timpani, batteria ed archi.

La durata media si aggira intorno ai 23 – 25 minuti.

Camille Saint-Saëns: Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in sol minore, op. 22 – Partitura

Camille Saint-Saëns: Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in sol minore, op. 22 – Guida all’ascolto

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