L’Atonalità

atonalitaLa musica atonale usa l’atonalità come elemento principale di composizione.

Atonalità, dunque, è un termine che descrive sia una tecnica compositiva sia l’armonia che ne risulta.

È un sistema di scrittura musicale che mette profondamente in discussione le regole della composizione tradizionale e della teoria della musica occidentale, e i principi della tonalità sono negati o raggirati volutamente.

Questo sistema ha avuto un importante impatto nell’evoluzione della musica durante il XX secolo e ha portato alla genesi del sistema dodecafonico e quindi è sfociato nella cosiddetta musica contemporanea, in quanto è associato in modo particolare alla fase espressionista della Seconda scuola di Vienna.

Le prime composizioni che si fanno risalire alla musica atonale sono quelle comparse dall’inizio del ‘900, nelle quali i principi tonali e modali non costituivano le fondamenta compositive delle opere.

Prima di Arnold Schoenberg, Alban Berg e Anton Webern, molti sono i compositori che hanno fatto ricorso all’atonalità ma in senso largo: molti di essi hanno usato il sistema atonale per cercare di ampliare e sviluppare le possibilità offerte dal sistema musicale occidentale.

Questa tecnica si caratterizza per l’emancipazione della dissonanza e il rifiuto di tutte le gerarchie tonali, che sono alla base della musica classica, proprie del sistema tonale.

L’atonalità perciò mette in discussione la concezione della scrittura musicale usata fino a quel momento.

Il sistema tonale, durante i secoli, era divenuto un punto di riferimento nelle abitudini musicali (sia della musica classica che della musica popolare): la musica occidentale è stata sottoposta all’osservanza di regole ben codificate che, ancora oggi, ci fanno dire se quel brano è gradevole o meno all’ascolto.

Uno dei fondamenti dell’armonia tonale classica è quello di appoggiarsi su una gerarchia dei gradi, cioè la differente importanza che assumono, all’interno di essa, le diverse note che formano una scala musicale.

Uno di questi gradi, la tonica (cioè la prima nota di una scala, su cui questa è costruita), è la nota più importante della scala, il punto di equilibrio, il centro tonale; attorno ad essa gravitano la dominante (la quinta nota della scala), che crea tensione, e gli altri gradi, più o meno importanti dopo la tonica e la dominante.

Gran parte del funzionamento della musica tonale si basa sull’attrazione che la tonica ha sulle altre note della scala e sulle tensioni generate dalla dominante e dalla sensibile (settima nota della scala).

A partire da questa gerarchia delle note, il sistema tonale utilizza le scale e gli accordi classificati secondo determinate caratteristiche.

La combinazione di questi accordi è basata sul gioco di tensione e risoluzione, attraverso una successione di dissonanze (che creano instabilità) e consonanze (che danno la sensazione di riposo).

Ecco: la musica atonale mette in discussione tutto questo, negando la distinzione gerarchica tra la tonica e le altre note della scala che ora vengono considerate tutte uguali e tutte importanti.

La scrittura musicale dunque non è più sottomessa alle regole e alle logiche armoniche che obbligano le dissonanze a risolvere sulle consonanze: in un certo senso anche lo stesso concetto di consonanza e dissonanza sono messi in discussione, in quanto non hanno più motivo di esistere dal punto di vista funzionale.

Il termine atonalità significa dunque la sospensione delle funzioni proprie del sistema tonale e il punto centrale diventa la scala cromatica nel suo insieme: tutti e dodici i suoni della scala hanno lo stesso valore a livello strutturale e c’è la più grande libertà d’utilizzo del materiale musicale.

A livello espressivo, l’atonalità è spesso associata ad atmosfere cariche di angoscia che possiamo ritrovare nell’estetica espressionista.

Questo anche perché la musica atonale porta nuove sonorità armoniche che spesso sono di difficile accesso per un orecchio non abituato: è necessario, per questo, avere una certa familiarità con questo tipo di musica per poterla apprezzare a pieno.

Per questa caratteristica, la musica atonale fu considerata come musica degenerata sotto il regime nazista che mise al bando molte opere di quel periodo: il termine atonale divenne un termine peggiorativo per condannare una musica in cui gli accordi sembrano non essere organizzati con coerenza.

2 thoughts on “L’Atonalità

  1. m.luisa todesca said:

    mi indica brani da ascoltare con queste caratteristiche atonali?

    • Barbara said:

      Buongiorno M. Luisa,

      ecco qui qualche esempio:

      – “Bagatelle sans tonalité” di Franz Liszt (1885), nel quale brano la tonalità è molto “diluita”, anche se resta ben identificabile
      – Clairs de lune di Abel Decaux scritti nel 1900-1903
      – Debussy usa molto le scale esatonali
      – le opere della seconda scuola di Vienna (Pierrot lunaire e Klavierstucke Op. 11 di Arnold Schönberg, Wozzeck di Alban Berg, variazioni per pianoforte op 27 Anton Webern).

      Puoi anche divertirti con Stravinski e, perché no?, con un certo tipo di musiche di Ravel.
      Ecco, questi sono solo alcuni, brevissimi esempi.
      Spero di averti dato qualche suggerimento utile.
      Ciao

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