Arnold Schoenberg: Variazioni per orchestra op. 31 – Guida all’ascolto

Schoenberg_Variazioni-per-orchestra-op-31Le Variazioni per orchestra op. 31 di Arnold Schoenberg cominciano con una misteriosa introduzione progressiva in ostinato (33 battute indicate come Mäßig, ruhig, cioè moderatamente calmo), dove viene enunciata la serie originale (contrassegnata nella partitura con una “H” seguita da un trattino orizzontale), che qui e là compare con le prime note.

Ecco il video che ho scelto per fare questa guida all’ascolto (visto che l’opera non è semplicissima, ho preferito prendere questo video in cui c’è la partitura che scorre, così può essere più facile seguire e ritrovare, poi, i punti di riferimento sulla partitura vera e propria).

A 01:16 compaiono le note del nome BACH (quindi, secondo la notazione musicale tedesca, le note sib, la, do, si naturale) affidate al trombone e ai violoncelli (pp, dolce è scritto in partitura) che si sovrappongono alla testa della serie.

Questo motivo del BACH avrà in seguito un’importante funzione di raccordo tra inizio e conclusione.

A 01:52 inizia il tema (24 battute), dalla natura apertamente melodica del tema, in un tempo Molto moderato in 3/4, esposto dal violoncello e concluso dai violini primi, che vengono accompagnati da legni, corni e arpa strumenti che presentano formazioni verticali di suoni.

Quando il tema viene affidato ai violini primi e il violoncello ha una specie di controsoggetto (contrassegnata nella partitura con una “N” seguita da un trattino orizzontale) che non è altro che la forma rovesciata della serie originale.

Tutta questa parte, quindi, è divisa in quattro periodi di dodici note ciascuno e ogni periodo corrisponde ad una della 48 forme possibili della serie, nell’originale e nella trasposizione alla terza minore.

Le successive nove variazioni, ciascuna di carattere assai ben profilato, rispecchiano esattamente l’articolazione formale del tema.

A 02:53 inizia la prima variazione (Moderato, 24 battute), dove il tema è affidato al clarinetto basso, ai tre fagotti, al controfagotto e ai contrabbassi mentre l’ottavino, gli oboi le viole e i violoncelli accompagnano con incisi che procedono per terze minori e seste maggiori.

La seconda variazione (Langsam, cioè lento, altre 24 battute), a 04:05, dal carattere cameristico in quanto impiega quasi solo strumenti solistici, inizia con un canone per moto retto del tema rovesciato tra oboe e il primo violino solo, accompagnato da due canoni non rigorosi per moto contrario rispettivamente tra il clarinetto basso e il flauto e fra il primo violoncello solo e il fagotto.

A 05:11 il trombone, in p cantabile (come era avvenuto nel tema), propone il motivo BACH che precede il canone tra il primo violino solista e l’oboe con l’enunciazione del tema.

Nella terza variazione (Mäßig, cioè moderato, ancora 24 battute), a 05:43, dal carattere impetuoso e appassionato, il tema è iniziato dal primo e terzo corno e terminato dalla tromba.

Il controsoggetto qui, con un carattere di marcia dal ritmo puntato, è affidato ai violoncelli prima e ai primi violini poi per essere imitato per moto contrario in successione dagli oboi, dai flauti e (insieme) dal clarinetto basso, dai tre fagotti e dal secondo e quarto corno.

Una quartina di semicrome con una nota ribattuta, affidata inizialmente a violini e viole, viene poi ripresa dagli altri strumenti dell’orchestra.

Il tutto si svolge in un crescendo travolgente di energia sonora e ritmica.

La quarta variazione (48 battute), a 06:20, è in tempo di valzer, anche se piuttosto “idealizzato, lento, cantabile, che assomiglia al Ländler“, dice lo stesso compositore.

Il tema, appena riconoscibile, è ora affidato all’arpa, alla celesta e al mandolino che continuano con la quartina di semicrome che ribatte la stessa nota quattro volte.

Qui compare la batteria a sostenere il ritmo: troviamo, in successione, il tamburello, il triangolo, i piatti insieme al tamburo piccolo e, nell’ultima parte, tutti e quattro gli strumenti insieme.

Nella quinta variazione (Bewegt, cioè animato, di 24 battute), a 07:33, il tema è affidato agli strumenti gravi anche se è piuttosto nascosto (infatti qui le note della serie originale sono separate da altre note che si trovano un semitono sotto o sopra le note stesse ma a distanza di settima o di nona) lasciando in rilievo i controsoggetti affidati agli altri strumenti.

Qui ricompare il motivo BACH affidato alla prima tromba.

La sesta variazione, a 09:30, è un Andante cantabile di 36 battute, con le sonorità dell’orchestra da camera della seconda variazione e il ritmo danzante della quarta.

Il tema è proposto dal primo violoncello nel suo registro medio a cui si sovrappone, per tre quarti della variazione, un controsoggetto principale (affiidato ai due clarinetti) ed uno secondario (proposto dal flauto, dal corno inglese e dal fagotto).

La rarefatta settima variazione (Langsam, lento in 24 battute), a 10:56, ha una forma di lied divisa in AA’BA: qui troviamo le sonorità delicate del glockenspiel, della celesta, dell’arpa, dell’ottavino e degli archi solisti.

Ora la serie è suonata dalla nota più acuta di ogni terzina della celesta e del violino primo solista che viene sostituito, in A’, dall’ottavino.

Nella sezione B prevale il tremolo che si basa sopratutto sul tritono iniziale del tema originale.

Nel ritorno di A il tema inizialmente è nascosto nei suoni lunghi del clarinetto per poi passare alla tromba e, successivamente, al secondo e terzo violino, raddoppiati dall’ottavino e dal flauto.

Le ultime tre note della serie, infine, sono affidate, in chiusura della variazione, al primo violino.

Irruente e fremente, la penultima variazione (Sehr rasch, molto veloce, in 24 battute), a 13:21, possiamo collegarla, grazie all’utilizzo dei canoni, alla seconda variazione ed è un crescendo che porta alla massima sonorità nella quarta frase.

Il tema è presentato dagli oboi in canone ritmico (per moto contrario) con i fagotti che hanno un controsoggetto.

I violoncelli (mf molto staccato, è scritto in partitura) presentano delle quartine di crome regolari su accenti sincopati, con note tratte dal tema originale.

Il canone passa poi tra flauti e fagotti e tra violini primi e violoncelli e contrabbassi ad unisono (momento in cui la quartina di crome staccate passa ai fagotti e ai corni)

La variazione termina con il tema principale affidato prima ai legni, poi alla prima tromba e primi violini, per finire con questi insieme ai flauti.

Più distesa e cameristica, , con carattere quasi di marcia funebre, la nona ed ultima variazione (L’istesso tempo; aber etwas langsamer, Lo stesso tempo; un po’ più lento, sempre 24 battute), a 13:57, possiamo collegarla, a sua volta, alla prima variazione grazie alle sovrapposizioni delle varie trasposizioni seriali: in quest’ultima variazione, infatti, il tema domina incontrastato con la sovrapposizione continua delle sue varie forme (non vi sono controsoggetti).

Essa è più complessa delle altre, con canoni che preparano il finale (Mäßig Schnell, moderatamente rapido, a 14:53, sezione che occupa circa un terzo dell’intera partitura, con 211 battute), la cui funzione è quella di concludere e di ricapitolare, in tono lirico ed epico, tutto il percorso che ci hanno fatto vivere le nove variazioni.

Esso è suddiviso in cinque sezioni:

  1.   Mäßig Schnell,
  2. Grazioso, a 15:56,
  3. Presto, a 18:34,
  4. Adagio, a 19:34,
  5. Presto, a 20:04.

Qui ritorna di nuovo, in modo particolarmente solenne, il motivo BACH che si combina con tutta una nuova serie di varianti del tema originale.

Arnold Schoenberg: Variazioni per orchestra op. 31 – Partitura

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