Anton Bruckner: Sinfonia n. 7 in mi maggiore, WAB 107 – Introduzione

Alcuni bruckneriani contestano la supremazia della Settima sinfonia (spesso soprannominata la Sinfonia dei tremoli) che è sicuramente una delle opere più famose di Anton Bruckner (1824 – 1896).

Ed è vero che la Settima Sinfonia (in mi maggiore, WAB 107) è, insieme alla Quarta, la più eseguita, la più registrata e la più adatta a convincere il musicomane refrattario all’universo bruckneriano, forse anche perché in questa sinfonia l’ispirazione e l’abilità tecnica sono finalmente riunite insieme.

Ed è sempre questa sinfonia che ha portato al musicista sessantenne un grande successo di pubblico e un quasi unanime consenso di critica, fin dalla sua prima esecuzione (successo che finora Bruckner non aveva mai avuto in quanto la sua musica suscitava sempre reazioni di sconcerto o, addirittura, di ostilità), che ebbe luogo alla Neues Gewandhaus Großer Saal di Lipsia il 30 dicembre 1884, sotto la direzione di Arthur Nikisch (1855 – 1822), allievo di Bruckner, che dal 1879 dirigeva il Teatro Civico (Stadttheater) della città.

Dapprima curiosità, poi interesse, in seguito ammirazione, infine entusiasmo: questa fu la successione”,

fu descritto questo avvenimento.

Abbozzata nell’autunno 1881 (probabilmente il 23 settembre), terminata a Sankt Florian all’inizio del settembre 1883, questa sinfonia è contemporanea ad una prima versione del Te Deum e non ha mai conosciuto delle modifiche (a differenza delle altre sue sinfonie che presentano almeno un paio di versioni, causa di modifiche e rimaneggiamenti): non si pongono perciò i soliti problemi di versione, ad eccezione di un dettaglio.

Un colpo di piatti e triangolo, che intervengono nell’apice dell’Adagio (alla fine del grande crescendo che porta alla Coda in memoria di Wagner), non è scritto nella partitura autografa ma su una striscia di carta incollata al bordo della pagina corrispondente che poi però avrebbe cancellato con la scritta: “non valido”.

Ecco, questo colpo Bruckner avrebbe esitato se conservarlo o meno, visto anche che i due strumenti non vengono impiegati in nessun altro momento della partitura.

Bisogna notare che la Settima Sinfonia, oltre che ad essere dedicata al re Ludvig II di Baviera, costituisce un omaggio al venerato Wagner: nel 1882, quando compose l’opera, Bruckner si recò a Bayreuth per assistere alla prima del Parsifal e qui incontrò il compositore tedesco per l’ultima volta.

Durante l’estate dell’anno successivo andrà a raccogliersi sulla sua tomba.
In questo intervallo di tempo, (gennaio – aprile 1883) Bruckner fece degli schizzi del sublime Adagio che è, senza dubbio, un commovente “In memoriam” (un arrangiamento di questo movimento fu eseguito durante il funerale di Bruckner, il 14 ottobre 1896, nella chiesa di San Carlo).

Nella Settima Sinfonia, inoltre, per la prima volta furono inserite nell’organico orchestrale le tube wagneriane, le cui sonorità furono sfruttate in modo incredibile da Bruckner: anche questo potrebbe leggersi come una decisione del compositore austriaco da ricondursi alla morte di Wagner.

La sinfonia è divisa in quattro movimenti che si rifanno alla tradizione classico-romantica:

  1. Allegro moderato in mi maggiore
  2. Adagio. Sehr feierlich und sehr langsam in do diesis minore
  3. Scherzo. Sehr schnell in la minore
  4. Finale. Bewegt, doch nicht schnell in mi maggiore.

Ma nonostante l’applicazione degli schemi classici, Bruckner usa il suo linguaggio applicando questi principi formale in modo tutt’altro che … ortodosso, sviluppandoli e modificandoli liberamente: alla contrapposizione tematica, ad esempio, egli preferisce passare da un tema all’altro senza scosse, tramite combinazioni tematiche e timbriche sempre diverse che si intrecciano continuamente tra di loro.

Per questo Bruckner è considerato come un musicista che fa riferimento alla categoria del misticismo: la sua musica sinfonica è stata, spesso, paragonata a una cattedrale gotica medievale, con una grande dilatazione delle proporzioni, con un grande uso del contrappunto, dello stile corale, della complessità sul piano armonico-tonale e della ricerca di nuove sonorità orchestrali.

Anche l’organico orchestrale è trattato in modo da avere sonorità di tipo organistico (Bruckner era organista): in questa sinfonia l’orchestra comprende 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti 4 (o 8) corni, 3 trombe, 3 tromboni, 5 tube (di cui 4 wagneriane e un basso tuba), timpani, piatti, triangolo e archi.

La durata di esecuzione è in media di 65 – 70 minuti.

Anton Bruckner: Sinfonia n. 7 in mi maggiore, WAB 107 – Partitura

Anton Bruckner: Sinfonia n. 7 in mi maggiore, WAB 107 – Guida all’ascolto

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