Alban Berg: Concerto per violino e orchestra – Struttura dell’opera

Berg_Concerto-violino-e-orchestra_StrutturaIl Concerto per violino e orchestra di Alban Berg è un lavoro dove un commovente e profondo lirismo prende il sopravvento sulla rigidità e le asprezze del linguaggio dodecafonico, come ho avuto modo di dire nell’introduzione a questo lavoro.

Lo stesso compositore, infatti, dice che nella prima parte, ad esempio, ha voluto “tradurre in caratteri musicali i tratti peculiari della fanciullarappresentata, in un certo senso, dal violino, mentre più avanti “gemiti e stridule richieste d’aiuto si fanno udire con forza nell’orchestra; ma sono soffocati dalla morte che s’avvicina con un ritmo opprimente“, dice il musicologo Willi Reich.

Ancora: Berg “cita” diversi brani preesistenti, tra cui un corale di Bach, Es ist genug (tratto dalla Cantata O Ewigkeit, du Donnerwort BWV 60 del 1723), riportando il testo sulla partitura:

È abbastanza. Signore, se lo vuoi, liberami dai vincoli; viene il mio Gesù: addio, mondo.
Vado nella casa celeste, sicuro ed in pace.
Il mio grande dolore resta quaggiù.
È abbastanza, è tempo!
“.

E questo programma legato alla scomparsa della giovane Manon Gropius ispirò a Berg la forma del suo Concerto: un lavoro assolutamente strutturato, che non lascia spazio all’istintività, ma che va ben oltre, cercando di rispondere alla domanda sul senso della vita.

Questa struttura la sia può vedere fin dalla serie dodecafonica costruita da Berg, che è alla base del Concerto, che ritroviamo fin all’inizio: possiamo dividerla in due parti:

  1. le prime otto note che si trovano, tra di loro, ad una distanza di un intervallo di terze ascendenti: sol, si bemolle, re, fa diesis, la, do, mi, sol diesis, si
  2. le ultime quattro note che, invece, sono a distanza di tono ascendente l’una dall’altra: si, do diesis, re diesis, fa.

In questo modo abbiamo che le prime nove note, nella loro successione, formano gli accordi di sol minore (sol – si bemolle – re), re maggiore (re – fa diesis – la), la minore (la – do – mi) e mi maggiore (mi – sol diesis – si), cioè gli accordi che posso costruire partendo dalle corde vuote del violino (sol, re, la, mi).

Le ultime quattro note della serie, invece, corrispondono perfettamente alle prime quattro note del corale bachiano citato da Berg.

Per quanto riguarda la forma vera e propria del Concerto, vediamo che esso è diviso in due movimenti:

  1. Andante, Allegretto;
  2. Allegro, Adagio.

Ogni movimento, come puoi vedere, a sua volta è diviso in due parti: questa struttura (lento, veloce, veloce, lento, con una pausa fra i due tempi veloci) ricorda la Nona Sinfonia di Mahler.

Per quanto concerne, infine, la stesura della parte per violino, Krasner rimase colpito quando vide, praticamente a lavoro ultimato, che Berg aveva tenuto conto di certi procedimenti legati alla tecnica violinistica dell’interprete.

Infatti Berg, negli incontri avuti con Krasner prima di cominciare il lavoro, chiese al violinista di improvvisare facendolo suonare per ore davanti a lui, proprio per capire quali fossero le abilità tecniche dell’esecutore, tanto che, alla fine, le difficoltà tecniche furono reputate superabili.

Alban Berg: Concerto per violino e orchestra – Partitura

Alban Berg: Concerto per violino e orchestra – Andante, Allegretto: Guida all’ascolto

Alban Berg: Concerto per violino e orchestra – Allegro, Adagio: Guida all’ascolto

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