Alban Berg – Concerto per violino e orchestra: Allegro, Adagio – Guida all’ascolto

Berg_Concerto-violino-e-orchestra_AllegroIl secondo movimento del Concerto per violino e orchestra di Alban Berg, che comincia a 10:56 del video che ho scelto per fare questa guida all’ascolto, inizia con un urlo dell’intera orchestra, sconvolgente, di una drammaticità violenta: il male attacca e, senza pietà, condurrà verso l’agonia e la morte.

L’Allegro che così inizia è diviso in tre parti, con la sezione centrale sotto forma di cadenza e la terza parte che riprende, variandola, la prima.

Ma il violino solista fin da subito si stacca dall’orchestra, quasi a voler prendere il sopravvento, a voler dire la sua con i suoi interventi a volte più agitati e altre che più cantabili (a 12:36 ad esempio Berg inserisce un “Pesante, ma quasi a tempo”, a 13:38 un “quasi scherzando” con un clima completamente diverso).

Il “calmando” a 13:59 e il “tranquillo” che lo segue immediatamente ci conducono alla Cadenza solista di questo Concerto, un canone a quattro voci suonato sulle quattro corde dello strumento.

Al posto del virtuosismo (la cadenza in un concerto serve generalmente a mettere in mostra la bravura tecnica del solista) qui troviamo invece un canone contrappuntistico che ci conduce, a 16:08, alla ripresa della prima parte di questo Allegro, con l’urlo iniziale dell’intera orchestra.

A 16:19 comincia un dialogo tra il solista e l’intera orchestra che a tratti si intensifica e ci presenta il ritmo fondamentale (un ritmo puntato) che si imporrà a poco a poco e che ci porterà al punto culminante a 17:29, dove tutta l’orchestra presenta questo ritmo martellato, allusione all’irruzione del destino funesto e tragico.

Ma dopo aver raggiunto questo punto culminante, piano piano il tutto si placa, il tessuto musicale sembra quasi dissolversi, gradatamente: l’orchestra lascia sempre più spazio al violino solista che introduce e ripropone, in modo inaspettato e inatteso, le quattro note finali della serie sul “calmando” generale (scritto in partitura).

Queste quattro note non sono altro che l’inizio del Corale di Bach “Es ist genug“, proposto con due variazioni, che sarà l’inizio dell’Adagio finale, a 18:08: il violino solista ha, in questo modo, il compito di annunciare il cammino verso la trasfigurazione finale.

Questo Adagio, dunque, rappresenta la liberazione.

Berg ha rispettato, se così possiamo dire, il carattere religioso e liturgico suggerito dal Corale (troveremo scritto in partitura “Poco più mosso, ma religioso”): infatti possiamo trovare un’alternanza di versetti recitati dal ministro (violino solo) e dall’assemblea (quattro clarinetti con una sonorità molto vicina a quelle dell’organo, che riproducono l’armonizzazione originale di Bach, a 18:38).

La prima variazione (“Misterioso”), a 19:54, traspone i differenti versetti in varie tonalità con delle imitazioni a canone.

La seconda variazione, a 21:11 propone il Corale letto per moto contrario che, con un crescendo, culminerà con un tutti in cui il tema viene proposto dagli ottoni acuti e dagli archi gravi.

Seguirà poi un cenno, nostalgico, della melodia carinzia (a 23:16) che ci porta alla Coda conclusiva, a 24:00, che comincia con la frase finale di quattro note del corale ripetuta tre volte (prima dal violino solo, poi dalle trombe e infine dai corni) e, per finire, le ultime due battute ripropongono gli arpeggi dell’Allegretto iniziale del Concerto su un accordo di SIb maggiore con la 6° aggiunta: un pianissimo di tutta l’orchestra si contrappone ad un lunghissimo SOL sovracuto del violino solista.

La nota SOL, che era stata la prima nota suonata dal violino solista all’inizio di questo Concerto, ma nella regione grave (il SOL, infatti, è la nota più grave che il violino possa suonare quando è accordato in modo standard), ora viene trasfigurato nella regione acuta dello strumento, quasi ad indicare l’ascesa al cielo dell’angelo a cui è dedicato questo concerto.

Alban Berg: Concerto per violino e orchestra – Partitura

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