Robert Schumann: Sinfonia n. 4 in re minore, op. 120 – Introduzione

RobertSchumannLa Sinfonia n. 4 in re minore, op. 120, è stata composta da Robert Schumann (1810 – 1856) nello stesso anno della sua Prima Sinfonia, nel 1841.

Cronologicamente, quindi, sarebbe la sua seconda sinfonia.

Eseguita per la prima volta il 6 dicembre 1841, con il titolo originale di Fantasia sinfonica, dall’orchestra del Gewandhaus di Leipzig, sotto la direzione del primo violino, Ferdinand David.

Questa sinfonia manifestava l’intenzione di Schumann di far cadere lo schema sinfonico tradizionale: i movimenti, infatti, si concatenano senza interruzione e i temi circolavano tra di essi (troviamo perciò già presente il principio ciclico caro a César Frank e ai suoi discepoli), quasi un tentativo di sperimentare una nuova costruzione formale che però non porta a un superamento della struttura sinfonica tradizionale.

Questa prima versione fu accolta in modo piuttosto mitigato.

Per questo fu rivista a livello di strumentazione (soprattutto per quanto riguarda i fiati, mentre non ci furono rielaborazioni nella struttura originaria della composizione) dall’autore nel 1851: tra le due date, nel frattempo, Schumann scrisse la seconda e la terza sinfonia: da qui il fatto che questa è diventata la Quarta Sinfonia.

La prima esecuzione di questa seconda versione, pubblicata da Breitkopf & Hartel nel 1853, ebbe luogo nel mese di marzo dello stesso anno, sotto la direzione dello stesso compositore, a Düsseldorf, questa volta con successo.

La sinfonia è composta da quattro movimenti per una durata approssimativa di mezz’ora.

Il suo tema principale sotto forma di arabesco, salda le parti estreme: viene infatti esposto all’inizio del primo movimento e culminerà nel finale dell’ultimo ed è formato dalle note fa – mi – re – do diesis – re corrisponde al nome CLARA, trasportato una quinta più bassa: un omaggio alla sua giovane sposa.

Anche le altre figure tematiche appaiono da una parte all’altra della partitura, focalizzando l’attenzione dell’ascoltatore, facendolo passare per i vari stati emozionali (l’inquietudine dell’Allegro, la struggente e nostalgica effusione della Romanza, l’incalzante vitalità dello Scherzo e il clima idilliaco del Trio per concludere con la baldanza del Finale).

Attraverso questa particolare liaison tematica è salvaguardata l’omogeneità e contemporaneamente ogni movimento gode di perfetta autonomia.

Anche l’impianto tonale contribuisce a questa omogeneità: tranne che per l’inizio della Romanza e per il Trio dello Scherzo, il centro tonale infatti è sempre basato sul re (alternando maggiore e minore).

La versione del 1841 porta le indicazioni dei movimenti scritte in italiano:

  1. Andante con moto – Allegro molto (re minore)
  2. Romanza: Andante (la minore)
  3. Scherzo: Presto (re minore)
  4. Largo – Finale: Allegro vivace (re maggiore).

L’organico strumentale è particolarmente ricco, se non addirittura “pesante”, secondo Johannes Brahms, ed è composto da 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, 3 tromboni, timpani e archi (violini primi e secondi, viole, violoncelli e contrabbassi).

Robert Schumann: Sinfonia n. 4 in re minore, op. 120 – Partitura

Robert Schumann: Sinfonia n. 4 in re minore, op. 120 – Guida all’ascolto

 

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