Richard Strauss: Suite da “Der Rosenkavalier” (Il cavaliere della rosa) op. 59 – Introduzione

RichardStraussDer Rosenkavalier (Il cavaliere della rosa) è un’opera in tre atti composta da Richard Strauss (1864 – 1949) nel 1910, su libretto di Hugo von Hofmannsthal, uno dei libretti più ricchi della storia dell’opera, che ha contribuito enormemente al successo del’opera.

Essa fu rappresentata per la prima volta a Dresda il 26 gennaio 1911, sotto la direzione di Ernst von Schuch e la regia di Max Reinhardt, ottenendo fin da subito un grande successo in Germania e in altre parti d’Europa fino ad arrivare a New York.

Cento anni dopo la prima rappresentazione, Il cavaliere della rosa risulta essere l’opera più conosciuta, amata ed eseguita di Richard Strauss, forse perché essa risponde perfettamente ad un desiderio di divertirsi.

Per quest’opera Strauss cerca un nuovo stile, un’altra struttura per scoprire un universo musicale inedito: tutto questo lo trova scrivendo à la manière de Mozart (Strauss stesso scrive: “Oggi ho scritto un’opera di Mozart!“) e dell’opera buffa italiana.

Tanto per fare un esempio, la scelta di una voce femminile per il personaggio di Ottaviano non può non farci venire in mente Cherubino nelle Nozze di Figaro.

Questa presenza di Mozart, così come l’utilizzo di una musica più neo-classica rispetto ai tentativi più innovatori delle opere precedenti (Salomé e Elektra), ci fanno intravvedere lo spirito viennese caro a Strauss, in cui egli combina all’atmosfera della Vienna classica il ritmo della Vienna imperiale attraverso il valzer che è presente in tutta l’opera come elemento di unità stilistica, sottolineando i movimenti dei personaggi e la trama dell’azione.

La sua composizione si esprime attraverso delle luci sempre presenti ma sempre mutevoli, sempre differenti.

Essa è leggera, fluida, nonostante siano presenti delle dissonanze costruttive; ispira letizia e gioia, ma non nasconde la malinconia che tinge l’opera e il carattere dei quattro personaggi (Marescialla, Sophie, Octavian, Ochs) che Strauss descrive perfettamente a cominciare dall’inizio.

La scrittura musicale di Strauss (vocale e strumentale) è stata pensata adattandosi al ritmo del testo ed è di una complessità incredibile: per questo Il cavaliere della rosa è molto difficile da suonare.

Inoltre il compositore esige dall’orchestra che essa sia nello stesso tempo fiammeggiante e trasparente, dolce e ritmata.

A queste difficoltà si aggiunge anche la necessità che le voci e gli strumenti si ascoltino continuamente gli uni gli altri.

Richard Strauss ha modificato in seguito la partitura per trarne la musica di un film messo in scena da Robert Wiene.

La suite, di cui ti propongo la guida all’ascolto della prima parte, è stata composta da Strauss stesso nel 1945 (probabilmente per necessità economiche) ed eseguita per la prima volta alla Konzerthaus-Saal di Vienna il 28 Settembre 1946.

Essa è in un unico movimento in cui non ci sono pause intermedie.

I movimenti sono:

  • Con moto agitato
  • Allegro molto
  • Tempo di Valse, assai comodo da primo
  • Moderato molto sostenuto
  • Schneller Walzer. Molto con moto

L’orchestra è composta da 3 flauti (anche ottavino), 3 oboi (anche corno inglese), 2 clarinetti, clarinetto in mi bemolle, clarinetto basso, 3 fagotti (anche controfagotto), 4 corni, 3 trombe, 3 tromboni, basso tuba, timpani, glockenspiel, piatti, triangolo, grancassa, tamburo, crotali, 2 arpe, celesta e archi.

Richard Strauss: Suite da “Der Rosenkavalier” (Il cavaliere della rosa) op. 59 – Partitura

Richard Strauss: Suite da “Der Rosenkavalier” (Il cavaliere della rosa) op. 59 – Trama dell’opera

Richard Strauss: Suite da “Der Rosenkavalier” (Il cavaliere della rosa) op. 59 – Guida all’ascolto

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