Maurice Ravel: Concerto per la mano sinistra in re maggiore – Introduzione

MauriceRavelIl Concerto per la mano sinistra, per pianoforte e orchestra in re maggiore, fu scritto da Maurice Ravel (1875 – 1937) tra il 1929 e il 1931 (quindi nello stesso periodo del Concerto per pianoforte e orchestra in sol maggiore) per soddisfare una richiesta del pianista austriaco Paul Wittgenstein (fratello del filosofo Ludwig Wittgenstein e per il quale composero anche Erich Wolfgang Korngold, Franz Schmidt, Richard Strauss, Paul Hindemith, Serge Prokofiev e Benjamin Britten), che aveva perso il braccio destro durante la prima guerra mondiale sul fronte russo.

È quindi da Wittgenstein, che divenne il dedicatario dell’opera, che il concerto fu eseguito la prima volta il 5 gennaio 1932 al Grosser Musikvereinssaal di Vienna, con l’orchestra diretta da Robert Heger.

Wittgenstein, comunque, apportò un certo numero di modifiche (per non dire profondi cambiamenti, per adattarlo al meglio a se stesso), in una prima esecuzione a Vienna nel novembre 1931, in una versione per due pianoforti: questo creò dei problemi tra i due uomini e comportò la fine della loro collaborazione.

Ma Wittgenstein aveva ottenuto l’esclusiva per interpretare l’opera e il compositore non poté rivolgersi ad un altro pianista.

Ravel lasciò Vienna senza ascoltare la prima nel gennaio 1932.

Il peggio fu che, avendo proibito a Wittgenstein di suonare il concerto in Francia, egli non sentì mai la sua opera nella versione orchestrale, in quanto incapace fisicamente di muoversi per la prima esecuzione parigina, nella versione originale, data dal pianista Jacques Février, con Charles Munch a capo dell’orchestra il 19 marzo 1937 alla sala Pleyel.

Ravel morirà il 28 dicembre dello stesso anno.

Esiste, scritto dalla stesso compositore, un arrangiamento per due pianoforti a quattro mani, pubblicato a Parigi nel 1937.

In un’intervista data l’11 luglio 1931 ad un corrispondente del Daily Telegraph, e riportata da Alfred Cortot in una sua opera sulla musica pianistica francese, Ravel dà qualche chiave necessaria per l’ascolto di questa pagina angosciante e, soprattutto, una delle sue componenti essenziali: la mescolanza di generi diversi:

In un’opera di questo tipo è indispensabile che la tessitura non dia l’impressione di essere più “scarsa” rispetto ad una scritta per le due mani.
Dopo una prima parte in stile concertante, appare un episodio dal carattere improvvisativo che dà luogo ad una musica jazzistica.
È solo in seguito che ci si rende conto che questo episodio in stile jazz è costruito, in realtà, sui temi della prima parte
”.

Questa parte jazzistica è soprattutto nella seconda parte del concerto e le percussioni, nell’insieme dell’opera, hanno un ruolo fondamentale.

Per il solista, affrontare questo concerto può rivelarsi una vera e propria sfida: la parte solistica è estremamente ardua, in quanto la mano sinistra, da sola, deve coprire il territorio delle due mani!

Il pollice qui ha il ruolo principale nell’espressione melodica.

Questa musica è la più nera scritta da Ravel, un’opera esaltante e fatalista nello stesso tempo: è piena di inquietudine e di perplessità di fronte ad un mondo che, negli anni 1930, sembra votato al disastro.

Nella fine del concerto il pianoforte, che termina una cadenza intensamente poetica ma di una difficoltà tecnica incredibile, è raggiunto e letteralmente inghiottito dall’orchestra per morire sotto un bombardamento delle percussioni.

Qui non c’è nessun programma particolare, ma si può dire che Ravel ci ha messo dentro tutto quello che gli orrori della guerra gli potevano ispitare, sia per la triste sorte di Wittgenstein e sia per la sua esperienza personale come soldato.

Il Concerto per la mano sinistra è oggi una delle opere più eseguite e mondialmente apprezzate di Maurice Ravel.

L’opera è in un solo movimento (in uno spirito libero vicino a quello di una fantasia) e comprende diversi episodi ma che tuttavia si possono far rientrare in uno stile trpartito (lento – vivo – lento):

  • un Lento in 3/4, con dei passaggi in 2/4
  • un Più Lento
  • un Andante
  • un accelerando che porta ad un Allegro in 6/8
  • un Più vivo ed accelerando
  • un ritorno al Lento iniziale
  • un Allegro conclusivo.

Da un punto di vista orchestrale, la strumentazione è composta da pianoforte, ottavino, 2 flauti, corno inglese, 2 oboi, 4 clarinetti, 2 fagotti, controfagotto, 4 corni in fa, 3 trombe in do, 3 tromboni, tuba, timpani, percussioni (triangolo, caisse claire, piatti, grancassa, wood-block e tam-tam), arpa ed archi.

Effettivo importante, quindi, che sottolinea il carattere più drammatico dell’opera.

La durata di esecuzione è di circa 18 minuti.

Maurice Ravel: Concerto per la mano sinistra in re maggiore – Partitura

Maurice Ravel: Concerto per la mano sinistra in re maggiore – Guida all’ascolto

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