Ludwig van Beethoven: Sinfonia n. 6 in fa maggiore “Pastorale”, op. 68 – Introduzione

LudvigVanBeethovenContemporanea della Quinta Sinfonia, anche se di carattere assolutamente diverso, la Sesta Sinfonia in fa maggiore, op. 68, “Pastorale” di Ludwig van Beethoven (1770 – 1827), dedicata al principe Lobkowitz e al conte Rasumovsky, fu eseguita per la prima volta in pubblico, sotto la sua direzione, il 22 dicembre 1808 a Vienna, al Theater an der Wien, insieme alla Quinta e ad altri lavori.

Il programma diceva questo: “Pastoral Symphonie: mehr Ausdruck der Empfindung als Malerei” (“più espressione di sentimenti che di pittura”) e la pubblicazione della partitura, nel 1826, portava l’iscrizione: “Sinfonia Pastorale o il ricordo della vita in campagna”.

L’accoglienza fu piuttosto tiepida: i contemporanei di Beethoven, nell’insieme, gli rimproverarono soprattutto il secondo movimento, giudicato troppo lungo.

Il musicista, dopo molte esitazioni, fornì lui stesso alcune indicazioni di programma, suggerite dai sottotitoli dei singoli movimenti (una breve didascalia, con la quale è possibile identificare il particolare scenario agreste a cui si riferisce), anche se insistette sul carattere soggettivo delle sensazioni che si era prefissato di esprimere, rifiutando ogni interpretazione pittorica ma semplicemente descrittiva:

Lasciamo all’ascoltatore il gusto di trovare la situazione senza bisogno di didascalie, anche a quanti hanno solamente una vaga idea della vita campestre.
Anche senza descrizione è possibile riconoscere il tutto, più come sentimento che come pittura.
Ogni pittura, quando porta troppo lontano dalla musica strumentale, perde
”.

D’altronde si conoscono bene i sentimenti che Beethoven provava nei confronti della campagna:

Come sarò felice di poter camminare tra cespugli, boschi, alberi, erbe, rocce; non c’è nessuno che sa amare la natura come me.
I boschi, gli alberi, le rocce danno veramente quella risonanza che è desiderata dall’uomo
”,

scriveva in una lettera a Theresa Malfatti (Vienna, maggio 1810), lui che passava tutte le estati nelle campagne dei dintorni di Vienna per ricaricarsi delle fatiche invernali, passeggiando attraverso i campi o il bosco o semplicemente sedendo su una panchina che lo invitava al riposo, lasciando libero sfogo ai suoi pensieri.

Quindi qui la natura è rappresentata in rapporto all’uomo, al sentimento che questa produce nell’essere umano.

La grande orchestra è formata da ottavino, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, 2 tromboni, timpani e archi.

Si può notare che:

  • l’ottavino interviene solo nel temporale
  • nel secondo movimento la parte dei violoncelli si riduce a due solisti che suonano con la sordina (il resto dei violoncelli si unisce ai contrabbassi)
  • le trombe suonano solo negli ultimi tre movimenti
  • i tromboni intervengono sia durante il temporale (dandogli un carattere minacciante) e nel quinto movimento (conferendogli una certa maestosità)
  • i timpani intervengono poco, cosa piuttosto eccezionale in Beethoven, e solo durante il temporale.

Questa sinfonia è un po’ atipica nel catalogo beethoveniano, a cominciare dalla stessa forma: qui, caso unico nella produzione di Beethoven, i movimenti sono ben cinque (al posto dei quattro tradizionali) e gli ultimi tre sono concatenati insieme che, senza soluzione di continuità, formano un corpo unico e unitario.

Essi sono:

  1. Allegro ma non troppo (“Sentimenti piacevoli evocati dall’arrivo in campagna”)
  2. Andante molto mosso (“Scena presso il ruscello”)
  3. Allegro (“Allegra riunione di contadini”)
  4. Allegro (“Temporale”)
  5. Allegretto (“Canto pastorale: rendimento di grazie all’Onnipotente dopo la tempesta”).

Il secondo Allegro (la “Tempesta”) sconvolge l’ordine classico ma esso costituisce il solo momento drammatico di tutta l’opera.

Troviamo poi un sentimento generale di serenità, di pace e di gioia, in cui i drammatici contrasti con il Destino della Quinta Sinfonia (che, ti ricordo, è contemporanea della Sesta) sono quasi del tutto assenti: solo un genio come Beethoven poteva essere capace di comporre nello stesso momento due opere così … opposte.

La durata dell’esecuzione è di circa 45 minuti, anche se alcune esecuzione express possono durare anche meno di 40 minuti: l’interpretazione del direttore d’orchestra (languida nel secondo movimento o precipitosa nel finale) è sicuramente determinante.

Ludwig van Beethoven: Sinfonia n. 6 in fa maggiore “Pastorale”, op. 68 – Partitura

Ludwig van Beethoven: Sinfonia n. 6 in fa maggiore “Pastorale”, op. 68 -Guida all’ascolto

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