Hector Berlioz – Symphonie fantastique op. 14 – Introduzione

HectorBerliozLa Symphonie fantastique op. 14 (il cui titolo originale è Épisode de la vie d’un artiste, symphonie fantastique en cinq parties, che poi è diventato il sottotitolo) è un’opera per orchestra di Hector Berlioz (1803 – 1869) composta nel febbraio-marzo del 1830 e dedicata a “Sa Majesté Nicholas Ier, Empereur de toutes les Russies”.

Fu eseguita per la prima volta il 5 dicembre 1830 sotto la direzione di François-Antoine Habeneck al conservatorio di Parigi, struttura che esiste tutt’oggi nel X arrondissement, e alla cui entrata una placca commemorativa ricorda l’avvenimento.

Fu un trionfo nonostante Berlioz fosse molto giovane e non molto conosciuto: tutta la stampa parigina ne parlò.

In seguito Berlioz rimise mano all’opera durante il suo viaggio in Italia nel 1831-1832, anche se la grande partitura fu pubblicata solo nel 1845.

La sinfonia come la conosciamo noi oggi, quindi, è molto diversa dall’originale del 1830, tanto che non è più possibile ricostruirla completamente nei dettagli.

Composta di cinque scene descrittive, quest’opera, più vicina al poema sinfonico che alla sinfonia intesa in modo classico, fa parte del genere chiamato musica a programma.

L’esecuzione ha una durata variabile che va dai 49 ai 55 minuti.

La Symphonie Fantastique è un capolavoro rivoluzionario.

La sua composizione segna una tappa decisiva nella carriera del compositore: essa è sia il culmine dei suoi anni di apprendimento sia il punto di partenza dell’opera sinfonica della sua maturità.

Qui si riconosce l’influenza di Beethoven, ms l’originalità di Berlioz non è meno evidente: in un certo senso Berlioz prolunga l’opera di Beethoven ma senza imitarlo, e il suo universo sonoro è completamente suo.

Il trattamento espressivo dell’orchestra è senza precedenti.

La musica esprime alternativamente la bellezza, (all’inizio), l’eleganza (nella scena del ballo), il lato pastorale (i campi), il demoniaco (il sabbat).

Qui troviamo una rivoluzione nell’arte dell’orchestrazione: prima si cercava una musica chiara e distinta, con poche sonorità strumentali, mentre Berlioz chiede all’orchestra di mormorare, di cantare, di alzare la voce e anche di urlare.

Per la scrittura innovatrice, la scelta degli strumenti, l’originalità del loro uso, l’invenzione delle loro combinazioni e l’audacia degli effetti creati (come la spazializzazione), la Symphonie fantastique, composta solo sei anni dopo la nona sinfonia di Beethoven, fa del giovane Berlioz (che aveva solo 27 anni) uno dei primi e più grandi maestri dell’orchestrazione della musica classica, aprendo anche la strada alla sinfonia romantica.

Tanto per fare un esempio, sono necessari almeno 15 violini primi e 15 secondi, 10 viole, 11 violoncelli e 9 contrabbassi, che però sono relegati ad essere attori tra gli altri!

Oppure è molto interessante l’uso degli ottoni, che passano da strumenti di accompagnamento a veri e propri attori, e quindi davanti alla scena, in modo eclatante negli ultimi due movimenti.

L’organico orchestrale completo è formato da ottavino, 2 flauti, 2 oboi, corno inglese, 2 clarinetti, 4 fagotti, 4 corni, 2 trombe, 2 cornette, 3 tromboni, 2 tube, timpani, tamburo, grancassa, piatti, 2 campane, 2 arpe, archi.

Di questo ensemble orchestrale eccezionale (le campane non erano mai state usate prima), ognuna delle cinque scene ha la sua propria strumentazione originale (ma questo lo vedremo nelle guide all’ascolto dei vari brani.

Il programma sul quale si basa la sinfonia ha un carattere autobiografico: Berlioz è innamorato pazzo della giovane attrice irlandese Harriet Smithson e questa sua fantasia, in quanto non è corrisposto, costituisce il programma della sinfonia, programma che Berlioz stesso svela alla stampa qualche tempo prima della prima rappresentazione e che egli distribuisce al pubblico.

Esso, tuttavia, subisce diverse modifiche dal 1830 al 1855, nella cui versione vediamo che un giovane artista (Berlioz stesso) dotato di grande sensibilità, sotto l’effetto dell’oppio usato per avvelenarsi in un momento di disperazione per non essere corrisposto, ha una serie di visioni (i differenti movimenti della sinfonia) nelle quali la donna amata appare come un’idea musicale, l’idea fissa, che ritorna in ogni movimento ma ogni volta sotto una forma diversa.

Il tema dell’idea fissa era già stato usato da Berlioz nella sua cantata Herminie, scritta per il Prix de Rome del 1828, ma il suo sviluppo nella sinfonia è notevole.

Come ho detto all’inizio, la Symphonie fantastique è divisa in cinque movimenti ed anche questa è una rivoluzione: il solo esempio conosciuto di sinfonia in cinque movimenti è la sesta di Beethoven.

Qui, però, i vari movimenti non sono differenziati dal tempo o dal ritmo, come nella sinfonia classica (allegro-adagio-scherzo-allegro), ma piuttosto quello che prevale è una volontà narrativa globale: essi si rispondono l’uno con l’altro e la trama narrativa da’ il suo carattere ad ognuno di essi, come d’altronde indica il sottotitolo: “épisodes de la vie d’un artiste“.

Tutta la sinfonia quindi è romantica, in quanto essa nasce nella descrizione dei movimenti, anche violenti, che sono dentro l’artista.

Hector Berlioz – Symphonie fantastique op. 14 – Partitura

Hector Berlioz – Symphonie fantastique op. 14 – Guida all’ascolto

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