Georges Bizet – L’Arlésienne: Suite n. 1 – Introduzione

GeorgesBizetL’Arlésienne è un mélodrame (genere drammatico con musiche che fanno da sfondo ai dialoghi o ai cambi di scena) in tre atti che Alphonse Daudet trasse dalle sue Lettres de mon moulin, un romanzo scritto un anno prima, basato su una vicenda realmente accaduta a un giovane parente del poeta provenzale Mistral.

In esso si narra la storia di due fratelli contadini della regione delle camarghe, figli di mamma Rosa: Fréderi, giovanotto sensibile, che si innamora perdutamente di una ragazza seducente ed affascinante di Arles (l’Arlesiana, appunto), e Janet detto l’innocent perché ritardato mentale: il primo, dopo aver scoperto che l’amata è in realtà la donna di un losco figuro (Mitifio) da più di due anni e dopo essersi inutilmente fidanzato con un’altra, Vivette, una ragazza dolce e devota, si uccide provocando un tale trauma in Janet da fargli ritrovare, miracolosamente, il senno.

La prima rappresentazione ebbe luogo il 1° ottobre 1872 a Parigi, al Théatre du Vaudeville, diretto da Léon Carvalho: il mélodrame fu presto messo da parte (in tutto ci furono otto rappresentazioni), ma la musica di scena, scritta da Georges Bizet (1838 – 1875, che diresse tutte le otto rappresentazioni), lasciò incantato dal pubblico che apprezzò molto, dato che spesso era abituato a commenti sonori piuttosto insignificanti: qui il compositore impiegò antiche melodie provenzali trasformandole e assimilandole al nuovo contesto musicale, con temi piacevoli, ritmo brillante e tono festosamente popolaresco, e con la descrizione dei vari sentimenti del giovane Fédéri (come la gelosia, la passione o la disperazione).

La parte musicale era composta da ventisette numeri in tutto, tra cui l’ouverture, sedici brevi mélodrames di qualche battuta, sei cori, due entractes e due intermezzi: tutti questi brani avevano il compito di sottolineare la drammaturgia, approfondire la psicologia dei personaggi, descrivere avvenimenti non rappresentati sulla scena o, semplicemente, assicurare la transizione tra le varie scene e/o gli atti.

Un mese dopo il compositore ne estrasse una suite per grande orchestra (la Suite n. 1 che ti presento qui): Bizet riutilizzò brani della sua musica originale, ristrutturandoli e adattandoli per una suite, appunto, che fu eseguita per la prima volta il 10 novembre 1872 ai Concerti popolari del Cirque d’Hiver, sotto la direzione di Jules Pasdeloup: il successo fu immediato e duraturo.

Nel 1879, quattro anni dopo la morte di Bizet, uno dei suoi amici, il fedele Ernest Guiraud, si prese l’incarico di fare una seconda suite orchestrale, nella quale egli introdusse altre pagine dell’iniziale musica di scena.

La partitura della musica di scena era scritta per un insieme ridotto di ventisei musicisti.

Bizet sviluppò l’orchestra della sua Suite, che ora comprendeva 2 flauti, 2 oboi, corno inglese, 2 clarinetti, 2 fagotti, 1 sassofono contralto (ultima creazione strumentale), 4 corni, 4 trombe (con cornetti a pistoni), 3 tromboni, timpani e piccola batteria, arpa (o pianoforte), quintetto d’archi.

I pezzi che compongono questa Suite, come detto qui sopra, sono quattro (Ouverture, Minuetto, Adagietto, Carillon) per una durata complessiva di circa 17 minuti.

Georges Bizet – L’Arlésienne: Suite n. 1 – Partitura

Georges Bizet: L’Arlésienne – Suite n. 1 – Guida all’ascolto

 

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