Arnold Schoenberg: Variazioni per orchestra op. 31 – Introduzione

ArnoldSchoenbergLe Variazioni per orchestra op. 31 sono un ciclo di nove variazioni su un tema originale, con un’introduzione e un finale, di Arnold Schoenberg (1874 – 1951).

Iniziate nella primavera del 1926, interrotte alla fine della quinta variazione per essere poi riprese a Roquebrune, in Francia, nel luglio 1928, e terminate nel settembre dello stesso anno, esse furono eseguite per la prima volta (con un’accoglienza disastrosa da parte del pubblico) il 2 dicembre 1928 dai Berliner Philharmoniker diretti da Wilhelm Furtwängler, alla Singakademie am Unter den Linden e furono edite dall’Universal Edition di Vienna l’anno successivo.

Sottomessa ad un’organizzazione rigorosa, questa è la prima grande opera dodecafonica scritta per orchestra da Schoenberg, dove è evidente la pieno maturazione di una concezione seriale dello spazio sonoro applicata a schemi formali preesistenti, pur utilizzando una forma “classica” (quella delle variazioni, appunto).

Il motivo per cui Schoenberg ha scritto questo lavoro, sembra, fu quello di dimostrare che la “composizione con dodici note” (cioè la serie formata, appunto, da tutti i dodici i semitoni che si trovano all’interno dell’ottava) si poteva applicare non solo a piccoli organici strumentali ma anche all’orchestra tradizionale, intendendo così sfidare le difficoltà pratiche che si opponevano alla diffusione del suo pensiero musicale.

La serie di base è la seguente: sib, mi, solb, mib, fa, la, re, reb, sol, lab, si, do.

Essa sarà usata sia nella forma originale che nelle altre tre versioni:

  1. il suo retrogrado, cioè la lettura delle note a partire dall’ultima per risalire verso la prima
  2. il suo rovescio, cioè la lettura invertendo gli intervalli (verso il basso se nell’originale l’intervallo va verso l’alto e verso l’alto se l’orignale va verso il basso)
  3. e il retrogrado del rovescio, quindi una combinazione dei due modi visti qui sopra.

Questa volontà così rigida dell’organizzazione e la preoccupazione di sfruttare sistematicamente le possibilità seriali potrebbero far dubitare riguardo il risultato musicale.

Ma dobbiamo rassicurarci 🙂 : la brillante strumentazione (con l’alternanza della grande orchestra e di formazioni solistiche), la diversità di atmosfere e di colori e l’intensità dell’espressione ci seducono profondamente (più di quello che si possa immaginare) e fanno sì che queste variazioni siano sicuramente una delle grandi opere di Schoenberg.

Qui, infatti, la variazione è in divenire e viene applicata a tutti i parametri dello spazio sonoro, quindi all’altezza, alla durata, all’intensità e al timbro.

L’organico orchestrale è imponente, anche se non viene mai usato al completo: 2 ottavini, 2 flauti, 3 oboi, corno inglese, clarinetto piccolo, 4 clarinetti, clarinetto basso, 3 fagotti, controfagotto, 4 corni, 3 trombe, 4 tromboni, basso tuba, timpani, piatti, grancassa, tamburo piccolo, tam-tam, triangolo, tamburo basco, glockenspiel, xiolofono, arpa, celesta, mandolino, flexaton (idiofono a frizione simile alla sega) e archi.

La suddivisione del brano è la seguente:

  • Introduzione: Mäßig, ruhig
  • Tema: Molto Moderato
  • Variazione I: Moderato
  • Variazione II: Langsam
  • Variazione III: Mäßig
  • Variazione IV: Walzertempo
  • Variazione V: Bewegt
  • Variazione VI: Andante
  • Variazione VII: Langsam
  • Variazione VIII: Sehr rasch
  • Variazione IX: L’istesso tempo; aber etwas langsamer
  • Finale: Mäßig schnell.

La durata della composizione va dai 20 ai 23 minuti.

Arnold Schoenberg: Variazioni per orchestra op. 31 – Partitura

Arnold Schoenberg: Variazioni per orchestra op. 31 – Guida all’ascolto

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